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Affrontare il cambiamento in azienda: kit di sopravvivenza

come affrontare il cambiamento in azienda

In un’epoca caotica come la nostra saper governare i fattori del cambiamento è per le imprese una questione di sopravvivenza. Voglio parlarti di questo tema iniziando da una similitudine, che anche visivamente ti farà capire subito perché è importante interrogarsi su come affrontare il cambiamento in azienda.

La metamorfosi della farfalla

Le farfalle come le imprese attraversano diversi stadi di sviluppo.

Dopo la schiusa, la farfalla ha le ali ancora accartocciate e non riesce a volare. È in questa fase che si decide il suo destino.

Tutto dipenderà dalla sua capacità di adattarsi al cambiamento in modo tempestivo, affinché le ali si espandano prima di indurirsi e rimanere deformate in modo permanente.

Ciclo di vita delle aziende

ciclo di vita delle aziende

La trappola della maturità

Pur attraversando diversi stadi di vita, le aziende non sono destinate in modo naturale ad andare incontro al declino, anzi dovrebbero essere strutturate per durare nei secoli e sopravvivere ai loro fondatori.

L’indagine di Unioncamere ci dice però che le cose non vanno quasi mai così. La vita media delle imprese italiane è di 12 anni e sono vittime della trappola della maturità.

All’entusiasmo della fase iniziale legato alla nascita di una nuova attività, segue la voglia di sperimentare tipica della fase di sviluppo, durante la quale l’azienda inizia a crescere rapidamente ed è pronta a mettersi in gioco per ampliare la sua quota di mercato.

La fase di maturità è invece caratterizzata da processi e procedure ormai consolidati. Si tratta delle leve che hanno permesso all’azienda di mantenere la posizione di mercato e fronteggiare la concorrenza.

Dopo i vari esperimenti condotti nella fase di sviluppo, si è convinti di aver trovato la formula perfetta per dominare il mercato ed è proprio nella fase di maturità che diventa molto più difficile gestire il cambiamento mettendo in discussione prodotti, servizi, procedure e processi che “hanno sempre funzionato bene“.

L’approccio del “hanno sempre funzionato bene” ha un elemento critico al suo interno e cioè un punto di vista orientato al passato che ignora i cambiamenti in atto.

Senza andare troppo indietro nel tempo, guardiamo l’infografica su gli ultimi 10 anni della nostra economia per capire come il mondo stia cambiando sotto i nostri occhi, anche se facciamo finta che non ci riguardi direttamente.

I driver del cambiamento

Cambiare è un’attività che può far paura e richiede un grande sforzo, per questo molto probabilmente nella vita privata e in azienda cerchiamo di ignorare questo argomento fino al verificarsi di un evento dirompente che non ci lascia scelta.

I principali driver del cambiamento, quei fattori esterni che ci danno un calcio per cambiare sono le:

  1. innovazioni tecnologiche
  2. emergenze climatiche e sanitarie
  3. crisi finanziarie
  4. nuove normative.

Quando uno di questi eventi si manifesta, l’azienda inizia a rincorrere il cambiamento per non soccombere e come un atleta fuori allenamento, che aveva messo su qualche chilo, si ritrova inevitabilmente con l’affanno.

La questione è: ci si può far trovare pronti per qualcosa che non possiamo neanche immaginare in questo momento?

La risposta è si!

Preparare l’azienda a gestire il cambiamento

Molti pensano che la tecnologia sia la risposta ad ogni problema.

Se è vero che oggi la sfida competitiva si gioca sul campo della digitalizzazione, dell’innovazione 4.0, è anche vero che il semplice acquisto di soluzioni tecnologiche non ha nulla a che fare con la digital trasformation e più in generale con la gestione del cambiamento.

Cosa accadrebbe se il prossimo evento a spingerci a cambiare fosse proprio un attacco hacker che mettesse in ginocchio la rete elettrica e rendesse inutilizzabili i nostri dispositivi tecnologici?

Il kit di sopravvivenza per la gestione del cambiamento è fatto di:

  1. attitudini
  2. persone
  3. processi
  4. tecnologie
  5. budget.

Solo considerando questi 5 elementi come parti di un sistema ci si può preparare a gestire il cambiamento, sia che si parli dell’attuale sfida per la trasformazione digitale sia che si parli del “semplice” farsi trovare pronti.

Buone pratiche da introdurre in azienda per gestire il cambiamento

1) Attitudini

Non sappiamo quando capiterà il prossimo cigno nero, quale sarà l’evento che metterà in discussione i processi aziendali consolidati, ma sappiamo con certezza che ci sarà.

Il cambiamento fa parte della vita e a prescindere dall’episodio scatenante sappiamo già che porterà con se:

  • destabilizzazione,
  • messa in discussione delle certezze,
  • necessità di reinventarsi.

L’attitudine è una disposizione innata o acquisita che facilita lo svolgimento di particolari attività: come affrontare in modo costruttivo il cambiamento.

Non lasciamo che ogni piccolo o grande cambiamento nelle nostre vite private e lavorative ci devasti. Iniziamo da ora a lavorare sulle nostre attitudini per accettare il cambiamento come parte della vita, per affrontarlo con meno ansia e paura, per rimanere focalizzati su come rimanere in piedi durante la tempesta.

2) Persone

Le persone sono al tempo stesso le tue risorse più preziose e il tuo tallone d’Achille. Quando si parla di gestire il cambiamento in azienda devi mettere in conto che non stai chiedendo solo all’azienda di cambiare ma anche ad ogni singola persona che collabora con te.

Ogni persona porta con se delle resistenze al cambiamento che possono essere legate a paure personali, mancanza di competenze sui nuovi temi, convinzioni e abitudini radicate su come debba essere la giornata lavorativa.

Come imprenditore dovresti lavorare per creare un ambiente favorevole all’innovazione e ai cambiamenti. Potresti:

⬜ ritagliare del tempo per attività formative su temi non verticalizzanti;

⬜ stimolare il dialogo e la condivisione di idee;

⬜ abituare a ragionare su scenari futuri;

⬜ allenare il problem solving;

⬜ incoraggiare a sperimentare nuovi modi di lavorare.

3) Processi

Abbiamo visto che una delle trappole più infide per un’azienda è la consolidazione dei processi e delle procedure, che abbiamo sintetizzato con l’espressione “hanno sempre funzionato bene!”. Per sfuggire da questa trappola:

⬜ ricorda che la perfezione non esiste;

⬜ mantieni un approccio critico e interrogati su come è possibile migliorare;

⬜ ascolta i clienti e cerca di capire se i loro bisogni sono cambiati e come puoi continuare a soddisfarli;

⬜ lasciati ispirare anche da settori completamente distanti da te.

4) Tecnologie

La tecnologia e più in generale i campi dell’industria 4.0 avranno un impatto fortissimo sul modo in cui concepiamo la nostra attività imprenditoriale. Tuttavia è un dato di fatto che in Italia le competenze su questi ambiti non siano ancora molto diffuse.

Il risultato è che si acquistano nuove tecnologie, grazie anche agli incentivi per l’innovazione 4.0, ma si continuano ad utilizzare gli strumenti con la mentalità del vecchio modo di lavorare.

La digital transformation non è la tecnologia che usi, ma come ti servi della tecnologia per innovare la tua azienda.

Daniela Brunno

Prendi in considerazione l’idea di:

⬜ farti aiutare nel tuo processo di trasformazione digitale;

⬜ dover modificare alcune procedure di lavoro;

⬜ non rimanere ancorato a ciò che conosci;

⬜ dover investire in formazione.

5) Budget

Quando tutto va male, avere del budget da parte ti da la possibilità di riorganizzarti.

⬜ Mantieni sempre il controllo sulla gestione finanziaria dell’azienda;

⬜ accantona dei fondi per le emergenze;

⬜ tieni sotto controllo le opportunità di finanziamento con i fondi europei.


Se ti fa piacere approfondire l’argomento, contattami. Sarò felice di ascoltare il tuo progetto.